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venerdì 10 febbraio 2012

Fotografare la neve

Non è una novità che l'Italia sia sommersa dalla neve come non accadeva da decenni.
Disagi a parte, la neve crea un'atmosfera magica, quasi onirica, con i rami degli alberi innevati, i ghiaccioli che pendono dalle finestre, il silenzio irreale ecc. ecc.
Ma non starò a descrivere quanto mi piaccia la neve, soprattutto quando non mi tocca spalarla per poter uscire di casa.
Questo articolo, basato sulla mia modesta esperienza, verterà sulle foto scattate sulla neve o a soggetti innevati.
Avrete notato che spesso, utilizzando la modalità AUTO delle fotocamere, le foto risultano scure e il bianco della neve spento.
E' tutta colpa della neve che con tutto quel candore manda in palla l'esposimetro!
Brevemente: voi inquadrate la scena, l'esposimetro vede tutto quel bianco e pensa "troppa luce" e quindi sottoespone la foto.
Come risolvere il problema? Prima di tutto, non utilizzate la modalità automatica! 


Eseguite la lettura sul soggetto che dovete fotografare o sul famoso "cartoncino al 18% del grigio medio", citato in tutti i sacri testi di fotografia. Potrete notare che l'esposizione, rispetto alla lettura effettuata sulla neve, è di +1 o +2 stop rispetto alla lettura automatica effettuata dalla macchina.
Nelle giornate di sole, conviene scattare al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando insomma il sole è basso.
Tale condizione ha due vantaggi:

  1. il sole basso consente di avere una tonalità di luce più calda e di avere ombre che fanno risaltare i contorni
  2. evitate che la luce riflessa dalla neve abbagli voi e l'esposimetro della vostra macchina.

Altro problema della neve è il freddo.
Proteggete la macchina fotografica se sta nevicando, magari inserendola in un sacchetto di plastica adeguatamente adattato con foro per lente. Esistono anche dei rain covers ma se non avete denaro da spendere, attrezzativi con il sacchetto di plastica.
Il freddo fa scaricare velocemente le batterie della macchina fotografica quindi prevedetene la scorta.
Il freddo fa anche gelare le parti metalliche della macchina fotografica quindi c'è il rischio di rimanere con il dito attaccato al pulsante di scatto. Pensate eventualmente ad usare dei guanti o coprire con del nastro adesivo le parti metalliche.
Cercate di evitare sbalzi termici all'attrezzatura, mantenendola magari sotto la giacca.
Quando rientrate dalla vostra spedizione, prima di entrare in casa, inserite macchina ed obbiettivi all'interno di una busta di plastica e chiudete bene. La condensa provocata dallo sbalzo termico si formerà FUORI dalla busta salvando la vostra attrezzatura.

Altro suggerimento al volo: se per caso la luce a disposizione non è un granché, concentratevi su dettagli e magari provate a virare la foto in bianco e nero.

P.S.: cliccate sulle foto inserite nell'articolo per visionarle al meglio!





domenica 15 gennaio 2012

Sant'Antonio Abate "Favaro" a Jenne

A dispetto del freddo e del sonno accumulato durante la settimana, stamattina sono andata a Jenne (Rm) per la festa di Sant'Antonio Abate. 
Programma della giornata: benedizione degli animali, visita al presepe storico e sagra della "polenta e fallone".
Un'occasione d'oro per far uscire un po' di casa la 50D, no? :)
E così, con l'occhio ormai arrugginito, mi sono cimentata in una piccola raccolta di scatti.
Andandoli a rivedere al pc ho notato molti difetti di inquadratura: oggetti o persone che non avevo visto mentre componevo l'inquadratura, errata esposizione, soggetti tagliati...insomma, una vera e propria strage!
Non c'è niente da fare: per migliorare nella fotografia bisogna esercitarsi, conoscere bene la macchina e le sue funzioni, vincere la pigrizia e non farsi scoraggiare dagli errori (innumerevoli).
Qualcosa però sono riuscita a tirar fuori, ritagliando qualche foto, virando in bianco e nero e compensando un po' l'esposizione.

Fave a mollo per Sant'Antonio "Favaro" by Manuela on Flickr

Pizza calda da forno a legna...buonissima!

Far West nostrano

Aspettando la ricotta

Come si produce il formaggio - 1

Come si produce il formaggio - 2

Come si produce il formaggio - 3

domenica 28 agosto 2011

Food0grafia: Le Tre False Scuse che Ci Impediscono di Fare Buone Foto

Bentrovati!
Le vacanze sono quasi al termine e avrete sicuramente scattato centinaia di foto.
Io, al contrario, mi sono fatta prendere dalla pigrizia più assoluta e, abbandonata la reflex con la scusa "è troppo pesante", ho scattato qualche cosa con la compatta, senza perdere troppo tempo nelle inquadrature.
Risultato: poche foto e pure mediocri, decisamente mediocri.

Tornata a casa, sono incappata in questo bell'articolo, di cui vi consiglio vivamente la lettura: Food0grafia: Le Tre False Scuse che Ci Impediscono di Fare Buone Foto
Scommettiamo che almeno una volta avrete utilizzato una delle tre scuse analizzate nell'articolo?
Devo dire che la seconda scusa, "Non ho abbastanza luce", nel mio caso può essere sostituita da "il cavalletto pesa troppo, ingombra troppo e poi alla fine non lo uso quindi, a meno che non trovi uno sherpa, lo lascio a casa".
Al corso di fotografia che ho seguito lo scorso anno la frase che si ripeteva più spesso era: "Non siate pigri!"
Credo che ce l'avessero con me ;)

venerdì 15 luglio 2011

Il Giardino dei Tarocchi

Con mesi di ritardo, riesco finalmente a postare qualche scatto del Giardino dei Tarocchi, opera onirica e visionario dell'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle.
Il giardino si trova Garavicchio, una frazione di Capalbio in Toscana, ed è popolato da statue rappresentanti gli arcani maggiori dei tarocchi (non chiedetemi nulla sui tarocchi, ne so poco o niente!).
Non sono mai stata a Barcellona ma le sue statue ricordano molto lo stile di Gaudì, a cui effettivamente l'artista si è ispirata.
La visita al parco può durare mezz'ora quanto mezza giornata, dipende da quanto uno si lasci trasportare dai colori, le forme, i riflessi e le sensazioni che rimandano le varie opere.
All'inizio della visita ero scettica e anche un po' delusa: io e l'arte moderna non andiamo molto d'accordo.
Poi mi sono lasciata andare ai colori e alle forme sinuose e mi sono ritrovata a scattare foto su foto, nel tentativo di cogliere l'essenza del posto.
Purtroppo la folla non ha permesso di fare foto come si deve, ossia pensate (è fondamentale darsi il giusto tempo prima dello scatto altrimenti si rischia di fare delle scialbe foto-ricordo, sia che si utilizzi una compattina che una reflex da migliaia di euro).
Qualche cosa però di carino sono riuscita a fare e ve la propongo qui di seguito.
Causa formattazione Pc, devo ancora installare Photoshop e i vari programmi della reflex quindi, per elaborare i file CR2 ho utilizzato Picasa, carino e pieno di utility ma... photoshop è un altro pianeta! ^_-

Entrata al Parco

L'imperatrice

La Luna

All'interno di una costruzione, un altare con immagini sacre

Una, nessuna e centomila

Una camera da letto impegnativa

Dettagli dell'Imperatrice

Corni o peperoncini?

La fontana di Esther Williams :)

Inquietante

Dettaglio della fontana

Teschi sorridenti

La scelta, o Adamo ed Eva con tanto di mela e serpente

Per la storia del giardino vi rimando al sito ufficiale del parco e a Wikipedia.

giovedì 23 giugno 2011

Vintage fotografico

Riassettare i cassetti può portare a piacevole scoperte e a piacevoli viaggi tra i ricordi.
La scorsa settimana, dal regno dei ricordi, è spuntata fuori la mitica Kodak Instamatic 25 Camera! La usava mia madre da ragazza e me la ricordo come compagnia inseparabile di gite e compleanni almeno fino al 1984, anno in cui la mia famiglia acquistò una Mamiya.
Kodak Instamatic 25 Camera da Galaxy S
Cos'è il cuboflash? Chi ha almeno trentanni di sicuro se lo ricorderà: era un cubotto che si inseriva nelle slitte superiori della macchina fotografica e ogni faccia del cubo permetteva una flashata. Spesso e volentieri però una "faccia" non funzionava e quindi...si andava alla ricerca di un altro cuboflash.
L'ottica è semplicissima: fuoco fisso e apertura fissa, quasi fosse una pinhole.
Il rullino non era il classico 35mm ma il Kodak 126, una cartuccia con fotogrammi 28x28 con cui si ottenevano le fotografie quadrate che sono su tutti gli album di famiglia.

Chissà se esistono ancora i rullini per questa macchina fotografica!
Chi ha notizie su dove poterlo acquistare mi faccia sapere! 

Ho letto che la Solaris aveva prodotto delle pellicole adatte allo scopo ma non si trovano più in giro. Il cuboflash invece ancora si trova.
Mi piacerebbe fare qualche scatto, così, tanto per ritornare la bambina che chiedeva il permesso di fare una (1 di numero) fotografia. 

domenica 22 maggio 2011

Autogratificazioni

Ogni tanto bisogna coccolarsi!
Causa furto della mia fida Powershot A720is, ho dovuto rimpiazzarla con la Powershot Sx130. É bella vero? ;-)
L'obiettivo è il mitico 50mm f/1.8.
Erano anni che volevo prenderlo perchè, anche se un plasticotto, è eccezionale!
Presto arriveranno scatti di prova.
La foto è stata scattata con il Galaxy S quindi, prendetela per quello che é. ;-)

martedì 17 maggio 2011

Luce, diaframma e tempo di esposizione

Dopo l'acquisto della fotocamera reflex, e dopo aver preso confidenza con le sue funzione, arriva il momento in cui si vuole osare un po' di più e quindi nasce l'esigenza di cambiare obiettivo. Ma quale scegliere?
Se è la vostra prima reflex, sicuramente avrete acquistato il kit corpo macchina + teleobiettivo 18-55 mm o 28-80 mm (di solito sono queste le lunghezze focali dei kit). E' un buon obiettivo con cui cominciare ma dopo un po' si sente la mancanza di luminosità perché scattare con f/5.6 spesso e volentieri ci costringe a tempi di scatto lunghi e, dato che siamo pigri e non ci va di portare sempre dietro il cavalletto e perché scattare a mano libera è più "figo", allora è il caso di puntare ad obiettivi più luminosi.
Qualcuno si starà domandano che diamine io stia dicendo e quindi è il caso di spiegare un paio di cosette riguardo la lunghezza focale e l'apertura del diaframma. Spero di riuscire ad essere chiara nella spiegazione. Se avete dubbi, chiedete nei commenti: spero di essere in grado di rispondere ^_-

ISO, diaframma e tempo di esposizione
La materia prima del fotografo è la luce e infatti, come magari già saprete, il termine "fotografia" deriva dalle parole greche phos (luce) e graphis (segno, scrittura) quindi significa "scrivere con la luce".
La luce è caratterizzata da:
  • intensità, da cui dipende la luminosità (ad es. la luce di una candela emette una luce debole, poco intensa o luminosa; la luce di un faro emette una luce forte, molto intensa o luminosa);
  • lunghezza d'onda, o frequenza, da cui dipende il colore.
Come varia la luce durante il giorno
La quantità della luce che colpisce un soggetto varia secondo l'ora, le condizioni del tempo e altri elementi.
La corretta esposizione di una foto dipende dal livello di luminosità della scena inquadrata, cioè da quanta luce entra nell'obiettivo e per quanto tempo.


Gli ISO
Il valore ISO indica la sensibilità della pellicola alla luce. Per chi ha provato la fotografia analogica è un concetto ormai assimilato. Per chi ha conosciuto solo il digitale: un alto numero di ISO corrisponde una più alta sensibilità.
Esempio: se impostiamo la sensibilità a 1600 ISO verrà richiesta una minore quantità di luce; se impostiamo a 100 ISO avremo bisogno di una quantità di luce 16 volte superiore.

Il diaframma
Wikipedia recita:
un diaframma è un'apertura solitamente circolare o poligonale, incorporata nel barilotto dell'obiettivo, che ha il compito di controllare la quantità di luce che raggiunge la pellicola (in una fotocamera convenzionale) o i sensori (in una fotocamera digitale) nel tempo in cui l'otturatore resta aperto (tempo di esposizione)
Più il diaframma ha valori bassi, più l'apertura è larga e maggiore è la quantità di luce che colpisce il sensore (o la pellicola).
Le aperture classiche del diaframma sono:  f/1,4 f/1,8 f/2 f/2,8 f/4 f/5,6 f/8 f/11 f/16 f/22 f/32 f/45 f/64

Con le moderne macchine digitali può capitare di scattare con un diaframma tipo f/6,3 ma diciamo che i fondamentali sono quelli sopra citati.
Il diaframma è fondamentale per la profondità di campo, ma di questo ne parlerò in un altro post.

Il tempo di esposizione
Il tempo di esposizione determina la durata dell'apertura della tendina dell'otturatore nel corpo macchina.
Più lungo è il tempo di esposizione, più luce arriverà ad impressionare la pellicola (o sensore).
I tempi sono indicati in frazioni di secondo. Se si scatta a mano libera è da preferire tempi di scatto molto rapidi, per evitare il micromosso ossia un difetto di nitidezza di una immagine dovuto o all'instabilità della fotocamera o al movimento dei soggetti inquadrati durante l'esposizione.
Una buona regola, per evitare questo problema, è quella di impostare un tempo di scatto pari all'incirca al "reciproco" della focale utilizzata: se utilizziamo un 100mm, il tempo di scatto di sicurezza è di circa 1/125 di secondo; se utilizziamo un'ottica da 300mm dovremo impostare un tempo di scatto pari a 1/250 e così via. Come si intuisce, maggiore sarà la focale, più breve sarà il tempo di esposizione.

Riassumendo:
Per capire meglio come si incastrano tempo e diaframma, immaginiamo di dover riempire un bicchiere con dell'acqua.
Il flusso dell'acqua è la luce, il tempo di apertura e chiusura del rubinetto corrisponderà al tempo di scatto e il riempimento del bicchiere sarà l'equivalente di una foto bene esposta.
Per riempire il bicchiere avrò 2 possibilità:

  1.  Apro molto il rubinetto e riduco il tempo necessario per il riempimento del bicchiere (diaframma aperto, tempo di scatto breve)
  2. Apro poco il rubinetto e quindi aumento il tempo di riempimento del bicchiere (diaframma chiuso, tempo di scatto lungo)
Se mantengo aperto troppo a lungo il rubinetto, l'acqua trasborderà (foto sovraesposta); se lo chiudo troppo presto, non riuscirò a riempire il bicchiere (foto sottoesposta).

Alla prossima puntata, in cui si parlerà di lunghezza focale e profondità di campo.

mercoledì 6 aprile 2011

Promemoria del fotografo

Abbiamo comprato la nostra macchina fotografica (la scelta è caduta sulla reflex) e ora?
Per prima cosa bisogna leggere bene il manuale di istruzioni, non ci sono santi! Le reflex digitali sono più ostiche rispetto alle analogiche. Hanno diversi parametri da settare, dal bilanciamento del bianco all'autofocus fine. Con le analogiche tutto si risolve in: carica rullino, imposta tempo e diaframma e via!
Vediamo un po' di elaborare un piccolo promemoria per evitare errori banali.
  1. Caricate la batteria. Effettuate la carica prima di ogni escursione. La macchina consuma molta batteria nella visualizzazione delle immagine sul display e, soprattutto se si è alle prime armi e la voglia di rivedere ogni scatto non molla, la batteria dura molto meno. Valutate l'acquisto di una batteria di riserva.
  2. Formattate la memory card. Dopo aver salvato i vostri scatti, formattate la memory card tramite fotocamera. Eviterete problemi di incompatibilità della formattazione e allo stesso tempo non vi ritroverete con la scheda di memoria piena proprio sul più bello!
  3. Inserite la memory car nella reflex! Esperienza personale di quest'anno: sono uscita di casa armata di tutto punto, con zaino e obbiettivi pronti all'azione, inizio a scattare e...non c'era la scheda di memoria! Era rimasta nel card reader attaccato al pc. Inutile dire lo sconforto e l'incavolatura =_=
  4. Settate la sensibilità ISO adatta. E' sempre preferibile utilizzare la sensibilità ISO più bassa, per avere maggior dettaglio ed evitare "rumore".
  5. Effettuate il bilanciamento del bianco. Se si scatta in RAW questo problema è marginale ma è bene settare il bilanciamento del bianco per evitare sgradite dominanti. per capirci: avete presente le foto di interni con dominante blu o gialla? beh, dipende dal bilanciamento del bianco. Se scattate in RAW sarà possibile effettuare in postproduzione la correzione, se scattate in JPEG ci sarà poco da fare.
  6. Scegliete il giusto formato di scatto. Che sia JPEG o RAW, settate la qualità migliore che è permessa dalla macchina.
  7. Pulite il sensore. Io direi piuttosto "Accertatevi che il sensore sia pulito". L'operazione di pulizia del sensore è molto delicata e si rischia di provocare gravi danni alla macchina. Se non siete esperti, rivolgetevi presso un centro assistenza. La pulizia del sensore è fondamentale per non avere foto con antiestetiche macchie.
  8. Pulite la lente dell'obbiettivo. Stesso discorso del sensore: evitiamo foto con ditate e aloni.
I consigli qui sopra elencati possono sembrare troppo semplici ma vi assicuro che è frequentissimo ritrovarsi con la batteria scarica, la scheda di memoria piena o magari ritrovarsi tutte le foto macchiate.
Il Parlamento, il Big Ben e il mio capello =_=
Nel 2004 sono andata a Londra per qualche giorno. Tutte le foto presentavano un segno, come un graffio, più o meno sfocato a seconda della focale utilizzata. Ho portato la reflex, la mitica EOS 300, a far controllare e... tutta colpa di un capello che si era incastrato sulla tendina! 

Quando cambiate gli obbiettivi mantenete il corpo macchina verso il basso così da evitare il deposito di polvere e impurità sul sensore.

mercoledì 23 marzo 2011

CMS per photoblog e database

Di ritorno dalle vacanze estive, come già detto in questo post, ho trovato la spiacevole sorpresa della perdita del database del mio fotoblog Depth of Field.
Ho ripristinato la piattaforma, scelto il template e iniziato a caricare le foto nuove in attesa che un mio amico riuscisse a recuperare il database dalla cache di Google.
Il recupero è riuscito per la maggior parte delle foto (grazie Filippo!) solo che rimettere in piedi il database con i dati a disposizione non è proprio semplicissimo.
La prima foto del fotoblog, gennaio 2005
Il tempo passava, le foto sul fotoblog languivano...alla fine ho deciso per la vecchia maniera: inserimento manuale delle oltre 700 foto!
E' un lavoraccio che sto portando avanti un po' per volta inserendo 10-20 foto al giorno. Così imparo a non fare il backup del database!
Un lato positivo in tutto questo però l'ho trovato: sto rivedendo delle foto scattate oltre 5 anni fa e che avevo dimenticato. 
E' piacevole immergersi nel passato, fare un tuffo nei ricordi e nelle emozioni legate a quelle immagini.
E proprio in questi giorni sono state tirate fuori dai cassetti le foto di famiglia per fare un po' di ordine: è stato un viaggio nel tempo!
Tante risate, qualche lacrima, molte storie.
Forse sarà solo una mia sensazione ma credo che le foto riescano a raccontare molto più rispetto ad un video. 
Mi spiego meglio: di un matrimonio si vede più spesso l'album delle foto che il filmino, delle vacanze si preferisce vedere le foto piuttosto che ore di video traballanti, sfocati e mal montati..
Per par condicio devo dire che qualche anno fa mi sono cimentata nel montaggio di un breve filmato sul pranzo di Natale in famiglia. Dopo accurata selezione e montaggio, sono riuscita ad ottenere 2 minuti netti di video con tanto di colonna sonora (Jingle Bells Rock dei Muppets).
Video simpatico, apprezzato dal resto della famiglia ma rimasto anche l'unico in cui mi sia cimentata seriamente. Ho da montare ancora il video delle vacanze estive 2005! 
Qui sotto il video che ho montato "al volo" per la Corale del paese. Le foto delle orchidee, tranne quelle su sfondo nero, sono opera della sottoscritta.

sabato 12 marzo 2011

Scegliamo la macchina fotografica - parte 2

Seconda e ultima parte sui consigli per scegliere la macchina fotografica. Stavolta si parla di reflex!
Le reflex indicano le macchine fotografiche che utilizzano la stessa lente sia per inquadrare che per scattare. L'immagine inquadrata dall'obbiettivo viene riflessa da uno specchio che la invia al mirino. 
Al momento dello scatto lo specchio si solleva e l'otturatore si apre, esponendo così alla luce il sensore. Semplice, no?
Lo specchio, prima e durante lo scatto

Questa modalità di visione permette di avere un controllo esatto della scena che andiamo a fotografare.
Le reflex possiedono un gran numero di caratteristiche e funzioni, oltre che alla vasta gamma di obiettivi intercambiabili, che le rendono adattissime per la fotografia naturalistica e sportiva. 
Tra gli accessori ne cito giusto alcuni: flash, obbiettivi macro, teleobiettivi, telecomandi wireless per scatto da remoto, e, per chi ne avesse la necessità, anche adattatori per collegare la macchina a un microscopio.
Se ormai avete deciso di cimentarvi con la reflex e state scegliendo marca e modello, dovete preferire macchine che abbiano le seguenti caratteristiche:
  • Un set completo di lenti, flash e accessori in modo da poter ampliare facilmente il vostro corredo fotografico, man mano che cresce il vostro interesse
  • La possibilità di scattare in Jpeg e Raw (è importantissimo scattare in Raw! Sarà possibile sfruttare a meno l'immagine e le proprietà dei software di editing)
  • La presenza di comandi automatici e comandi completamente manuali
  • La possibilità della correzione diottrica dell'oculare, in modo da garantire la corretta visione dell'immagine nel mirino e quindi una corretta messa a fuoco
  • Un ampio display su cui controllare le immagini
  • Una batteria di lunga durata
  • L'utilizzo della memory card più comuni quali Compact flash o Secure digital (vale il discorso fatto per le macchine compatte)
Trattandosi di una spesa piuttosto consistente, è bene che effettuiate una ricerca approfondita, per i negozi e su Internet, per assicurarvi di aver scelto la macchina giusta per voi e magari trovare qualche buona occasione.
Due siti interessanti per gli acquisti: Il fotoamatore e Fotocolombo.
Se siete in zona Viterbo, andate da Mecarini , non ve ne pentirete!

mercoledì 9 marzo 2011

Scegliamo la macchina fotografica - parte 1

Chiunque sia prossimo all'acquisto di una macchina fotografica, sia essa digitale o analogica, si pone la domanda: "inquadra-e-scatta" o reflex?
I fattori che possono influire nella scelta sono tantissimi ma è bene stilare una lista delle caratteristiche davvero importanti su cui riflettere al momento dell'acquisto.

Fotocamere "inquadra-e-scatta", le compatte

Per chi utilizza la macchina fotografia per foto ricordo o scattate in famiglia, al 90% una macchina fotografica compatta sarà perfetta. 
Quasi tutte le macchine compatte possiedono impostazioni automatiche che permettono di ottenere buoni risultati anche a chi è completamente digiuno di fotografia e/o poco portato all'utilizzo di apparecchiature elettroniche.
I modelli più avanzati sono dotati anche di comandi manuali, per chi vuole ampliare i propri orizzonti fotografici ma ancora non se la sente di passare al sistema reflex.
Foto scattata con Canon Powershot A720IS
Alcune indicazioni di massima:
  • il sensore deve essere di almeno 5 megapixel, per stampare tranquillamente in formato 20x30. Ormai questo problema non esiste dato che la compatta più economica ha almeno 8 Megapixel (avere 15 megapixel su una compatta può risultare inutile se non controproducente: si avranno file più grandi da elaborare e la macchina impiegherà più tempo ad essere nuovamente disponibile per lo scatto)
  • puntate sullo zoom ottico ed evitate lo zoom digitale che non è altro che un ritaglio dell'immagine catturata dal sensore con il conseguente deterioramento della qualità dell'immagine.
  • preferite fotocamere con display comodi, e magari con mirino ottico (è molto difficile trovare macchine con mirino ottico ma può tornare utile per foto sotto il sole, quando il display non è visibile, anche se offre una visione parziale della scena)
  • controllate che la batteria sia di lunga durata anche se ... le pile dedicate permettono una maggiore autonomia ma sono scomode in quanto bisogna avere sempre a portata di mano il caricatore e magari mettere in conto l'acquisto di una batteria di scorta, che poco non costa, e poi magari nel giro di qualche tempo potrebbe esserci difficoltà nel reperirle. Io preferisco le macchine fotografiche che usano le classiche batterie stilo AA: bisogna sempre averne una bella scorta (è bene usare le stilo ricaricabili) ma costano molto meno e si trovano ovunque
  • preferite macchine che utilizzino una delle più comuni memory card, ad es. Compact flash e Secure Digital (vale lo stesso discorso delle batterie: se ci ritroviamo con la scheda di memoria piena, è facile trovarle in commercio)
Pochi, semplici accorgimenti per scegliere la fotocamera più adatta alle nostre esigenze.
Ottime recensioni sulle macchine fotografiche le trovate su Dpreview.com. Io utilizzo anche Photosig (le foto sono organizzate in base al tipo di attrezzatura utilizzata) e Flickr per darmi un'idea sulle reali potenzialità della macchina, anche se il fotoritocco è sempre in agguato.
Ora anche io dovrò scegliere una digitale compatta visto che la mia mitica Canon Powershot A 720 IS è stata rubata :( Il mio cuore batte Canon (e se vi domandate se è meglio Nikon o Canon, la risposta è: quella che vi piace di più, visto che si eguagliano) e ho già puntato la Canon Powershot SX130 IS.
Che devo farci con una compatta quando ho già una reflex di tutto rispetto? Beh, è comodo avere una macchina leggera da portarsi sempre dietro in borsa, pronta ad ogni evenienza.
Ok, c'è da dire che anche con lo smartphone si fanno foto decenti ma, sarò antica, preferisco la macchina fotografica ;-)  

Buona luce a tutti!

venerdì 4 marzo 2011

Fotografare con il cellulare: 12 consigli per foto perfette

E' naturale, con la macchina fotografica tradizionale gli scatti vengono meglio però non sempre abbiamo dietro la nostra reflex e quindi dobbiamo ripiegare sulla fotocamera del nostro del cellulare.
Ma è giusto definire fotografie gli scatti effettuati con il telefonino? Forse no, almeno non nel senso tradizionale, ma di sicuro catturano un istante della nostra vita e quindi dobbiamo cercare di sfruttare al meglio i mezzi che abbiamo a disposizione.
I moderni cellulari, in particolare gli smartphone con le loro applicazioni, permettono inoltre di ottenere interessanti effetti, dallo scatto "stile Lomo" o "Polaroid" per arrivare al "tilt shift". 
I sensori delle fotocamere integrate nei cellulari ormai superano tranquillamente i 2 megapixel.  Che vuol dire? Che potremmo ottenere tranquillamente stampe di buona qualità.
Giocando con lo smartphone
Robert Clark, fotografo del National Geographic, ha viaggiato 50 giorni attraverso l'America armato di un telefonino con fotocamera da "soli" 1,5  megapixel. Al termine di questa avventura, ha raccolto i suoi scatti nel libro Image America.
Ho letto il racconto della sua impresa nel manuale "Fotografia, la guida completa" del National Geographic. Se vi capita, leggetelo! E' davvero interessante l'approccio di Clark alla fotografia con cellulare: all'inizio spaesato nell'utilizzo del nuovo mezzo, finirà per apprezzarne la manegevolezza e la libertà di scatto.
L'articolo offre anche degli ottimi consigli su come sfruttare al massimo la fotocamera del cellulare, che cercherò di riassumere e magari integrare con qualche altro consiglio.
  1. Avvicinatevi al soggetto: gli obbiettivi in dotazione ai cellulari sono dei grandangolari, dotati di una grande profondità di campo. Studiate il mezzo che avete, la reale profondità di campo dell'obbiettivo, cosa resta a fuoco quando inquadrate un oggetto in primo piano.
  2. Pulite la lente della fotocamera: uno degli errori più comuni è quello di non pulire mai l'obbiettivo della fotocamera rischiando quindi di ottenere foto con i segni di ditate.
  3. Non usate lo zoom digitale: aggiunge unicamente rumore alla vostro foto.
  4. Impostate sempre la massima risoluzione: se lo scatto è riuscito, vi piace e lo volete stampare, è bene avere un file alla massima risoluzione per ottenere un buon risultato. 
  5. Foto di gatto, by smartphone
  6. Bianco e nero Vs Colore: Se ci sono troppi colori nella scena inquadrata e /o la luce non è favorevole, scattate in bianco e nero. Sarà il contenuto a essere protagonista della fotografia, e non un guazzabuglio di colori. 
  7. Ritardo dello scatto: molte fotocamere digitali presentano un certo ritardo sullo scatto. Utilizzate la macchina finché non riuscite a capirne il meccanismo. Solo in questo modo riuscirete a scattare con il giusto anticipo rispetto al momento che desiderate immortalare.
  8. No foto mosse: data la leggerezza del cellulare, il rischio del mosso è in agguato. Impugnate saldamente il cellulare, piantate bene i piedi al suolo ed evitate di fare foto in condizioni di scarsa luce (in questo caso il mosso è impossibile da evitare).
  9. Bilanciamento del bianco: è importante settare correttamente il bilanciamento del bianco soprattutto nelle foto in interni con luce artificiale. Si eviteranno così quelle fastidiosi dominanti gialle e blu, tipiche delle foto in interni.
  10. Linee dritte: quasi sempre, per scattare fotografie panoramiche, bisogna mantenere le linee dritte.
  11. Fotoritocco: per quanto le applicazioni degli smartphone diano dei risultati simpatici, come detto all'inizio del post, è meglio ritoccare le foto sul computer per evitare di rovinarne la risoluzione.
  12. Scaricare le foto: non vorrete perdere l'occasione di scattare una foto perché la memoria della fotocamera è piena, no?
  13. E' digitale: usate la fantasia e scattate! Scattate quanto più potete e qualsiasi cosa attiri la vostra attenzione (nei limiti della privacy e della decenza, mi raccomando!)

lunedì 28 febbraio 2011

Still Life - Primi passi

Stasera mi sono decisa, complice anche la visione di interessanti tutorial nel sito Total-Photoshop relativi all'allestimento di uno set fotografico in casa, e mi sono cimentata nei miei primi scatti Still Life.
Un paio di mesi fa ho acquistato un cube light box su ebay, completo di tele colorate per variare lo sfondo, ma non l'ho mai usato. Mi dicevo sempre che l'avrei usato una volta comprati i faretti adatti, o il ring flash o l'obbiettivo macro... tutte scuse! Solo tanta pigrizia, ecco il motivo!
Stavolta però mi sono decisa e ho allestito un mini set sul tavolo della mia stanza.
"Mini" perché sia le luci utilizzate (faretti Ikea rimediati in giro per casa) che il soggetto ripreso sono davvero in formato mini! 
Ho anche riesumato un paraluce comprato qualche anno fa e quasi mai utilizzato. Il paraluce è fondamentale per evitare eventuali luci parassite, prodotte dalle riflessioni dei raggi luminosi all'interno dell'obbiettivo. Sono quelle fastidiose luci che chiamiamo anche "flare".
Il set fotografico, o quasi
Sono andata per tentativi, cercando di regolare l'esposizione e la disposizione delle luci.
Dimenticavo: l'uso del cavalletto è essenziale per ottenere una foto nitida, dato che i tempi di scatto molto probabilmente saranno abbastanza lunghi da non permettere uno scatto a mano libera.
Se utilizzate un flash esterno la situazione migliora ma vi assicuro che il cavalletto è davvero fondamentale.
Se poi avete la possibilità di collegare la macchina fotografica direttamente al pc, in modo da vedere immediatamente sul monitor il risultato dello scatto...beh, siete a cavallo!
Tentativo 1
I primi scatti non sono stati il massimo. La ricerca della corretta esposizione, falsata dallo sfondo bianco che inganna l'esposimetro interno facendolo sottoesporre, e la disposizione delle luce ha richiesto tempo e pazienza.
Credo però di essere riuscita ad ottenere qualche cosa di decente (considerando i mezzi a disposizione). Sono presenti ancora delle ombre intorno al soggetto e c'è una dominante calda dovuta alle lampade utilizzate ma direi che il risultato non è male, no?
L'obbiettivo utilizzato è il 18-55 f/3.5-5.6 IS del kit della Canon Eos 50D.
Urge trovare delle sorgenti luminose migliori!
Doraemon e i suoi ciuski

Qui di lato, il miglior scatto ottenuto stasera.



Buona luce a tutti!

domenica 27 febbraio 2011

Il grande salto: passaggio alla fotografia digitale


Un po' di novità dal fronte: complice il corso di fotografia che ho seguito questo autunno presso Photolab, ho compiuto il grande salto e sono passata completamente alla fotografia digitale!

A dire il vero è stato un doppio salto dato che sono passata  dalla Canon Eos 300,  la mia prima reflex, alla Canon Eos 50D con obbiettivo 18-55mm f/3,5-5,6 IS.
Che dire? E' stupenda!
Non vi sto ad elencare le sue caratteristiche, dato che siti ben più autorevoli del mio ne hanno offerto ottime recensioni, però voglio stilare un elenco dei motivi che mi hanno spinto a preferirla alla nuovissima  Canon Eos 60D.
  • Il prezzo. Ho acquistato la Canon 50D a fine novembre, proprio in contemporanea all'uscita della EOS 60D. Il prezzo della EOS 50D era esattamente la metà della new entry di casa Canon. Ora, a pochi mesi di distanza, la EOS 60D costa quanto ho pagato la EOS 50D. Non me ne intendo di finanza ma un crollo così repentino del prezzo mi fa sorgere qualche dubbio sulla qualità del prodotto. Magari sbaglio...
  • Corpo macchina in lega di magnesio. Non si parla di tropicalizzazione ma di resistenza e leggerezza. La sensazione che si ha prendendo in mano la EOS 50D è di compattezza e solidità. 
  • Gamma ISO. Da sito Canon: "Per tempi di scatto rapidi anche in condizioni di scarsa luminosità, EOS 50D vanta una sensibilità ISO di base pari a 3.200, espandibile a 6.400 e 12.800.". In poche parole, si può scattare anche in condizioni di poca luce ma è bene non eccedere perché poi il rumore della fotografia si fa sentire, eccome se si fa sentire!. Io di solito scatto fino a 400-800 ISO, non vado oltre. Qui una pagina di test sugli ISO. 
  • Sensore CMOS da 15,1 Megapixel. E vai con gli ingrandimenti!
A questa lista va aggiunto l'obiettivo stabilizzato che, a detta della Canon, permette di guadagnare fino a 4 stop. Ad esempio: una foto scattata a 1/250 di secondo, per evitare il mosso, risulta nitida fino a 1/15 di secondo.
Per  avere un'idea della differenza tra obbiettivo stabilizzato e non stabilizzato, vi rimando su Saoner.it, dove potete trovare degli scatti comparativi.
A completare il mio corredo fotografico, gli obbiettivi EF acquistati per la EOS 300:

  • Canon 28-80 f/3.5-5.6 EF
  • Canon 75-300 f/4-5.6 II
Nella lista dei desideri (spero "prossimi acquisti):
  • Canon 50 f/1.8 EF (forse me lo regalo per Pasqua)
  • Canon 100 f/2.8 EF 
  • Canon 70-200 f/2.8 L IS (i sogni sono desideri...)
  • Zaino fotografico decente (quello che uso sta cadendo a pezzi)

Se sinora non fosse stato chiaro, sono pienamente soddisfatta dell'acquisto!
Ora non resta che testarla su campo come si deve quindi ... stay tuned!

Buona luce a tutti!

martedì 21 settembre 2010

Di nuovo online

Dopo aver provato in locale qualche cms per gestire il nuovo photoblog, alla fine mi sono arresa e sono tornata al buon vecchio Pixelpost!
Mi stuzzicava l'idea di Wordpress, per una questione di migliore indicizzazione dei post e quindi delle relative foto, ma non ho trovato alcun template interessante e quelli che mi interessavano non funzionavano bene.
Dato che non sono un'esperta di css e php ho quindi riversato la mia attenzione nuovamente su Pixelpost.Ora non resta che aspettare il recupero del vecchio database.
Intanto, che fosse interessato, può vedere le primissime foto del nuovo photoblog: Depth of Field.
Sono solo tre per il momento ma spero di aggiungerne presto altre anche perché... ho iniziato un corso di fotografia e spero di tornare a fotografare con la stessa frequenza e passione di una volta e, perché no, migliorarmi! ;)

domenica 17 gennaio 2010

Scatti meccanici

Dopo mesi e mesi mi sono decisa a mettere sul questo blog alcuni scatti effettuati con la Yashica Fx-3 2000 Super, alcuni già postati sul mio photoblog Depth of Field, ormai giunto al suo "quinto compleanno".L'occasione degli scatti è stata la Sagra delle castagne tenutasi ad ottobre a Soriano nel Cimino (VT).
Tutta la cittadina di Soriano torna indietro nei secoli e per qualche ora sembra davvero di essere tornati nel Medioevo, un po' come Troisi e Benigni si ritrovarono in quel di Frittole.




Le varie contrade allestiscono enormi bracieri in cui preparano le caldarroste che distribuiscono gratuitamente ai turisti.

La giornata era molto calda, forse non proprio adatta per creare un'atmosfera autunnale, e quei
poverini addetti al braciere faticavano da morire. Buone però le caldarroste!
Per le strade è un fiorire di bancarelle che vendono prodotti biologici, artigianali, costumi medievali e giochi semplici, di una volta, come i cavallucci di legno che venivano utilizzati anni e anni fa dai bambini, quando sognavano di essere dei prodi cavalieri che sconfiggevano il vil marrano di turno.







I colori delle foto tendono un po' troppo al rosa a causa dell'utilizzo di un rullino scaduto. Lo so, non si dovrebbero usare rullini scaduti ma dato che si trattava di scatti di prova... diciamo che l'ho fatto andar bene. Per eliminare un po' questo fastidio, ho virato qualche scatto in bianco e nero. La grana eccessiva in alcune foto o qualche sfocatura un po' troppo accentuata è dovuta invece alla scansione dei negativi. Il mio scanner Canon 8400F fa quello che può...o forse sono io che non riesco ad utilizzarlo al massimo? Chi ha consigli per effettuare al meglio le scansioni di negativi e diapositive si faccia avanti!

sabato 10 ottobre 2009

Ritorno (o arrivo?) alla meccanica

Ho ricevuto un regalo davvero inaspettato e davvero molto gradito: una Yashica FX-3 Super 2000.
E' una bella reflex meccanica con tanto di flash CS-220 AUTO tenuta in perfette condizioni, senza un graffio.
Tempo fa l'avevo cercata nei mercatini fotografici, ai tempi in cui ero stata presa dal sacro fuoco della fotografia "vecchio stile", quando cercavo anche le macchine medio formato perchè mi piacevano, perché facevano "viaggiatore"...
Al vintage fotografico ho poi fatto seguire la passione per il digitale, della comodità di poter vedere subito le foto sul display e via dicendo.
La mia Yashica FX-3 Super 2000
Ritrovarmi tra le mani questa macchina, che come unica velleità elettronica ha l'esposimetro e che continua a scattare anche senza batterie, mi ha fatto riscoprire il gusto della fotografia.
Beninteso, il digitale mi strizza sempre l'occhietto e sarà uno dei prossimi acquisti ma ... il clack della tendina della Yashica mi ha fatto ritrovare il ritmo della foto.
Niente più frenesia dello scatto ma attesa: dell'attimo giusto, della messa a fuoco ottimale, della giusta esposizione.
Per ora ho scattato poche foto, ho ancora il rullino in macchina e non so cosa è venuto fuori. Ancora faccio fatica a ricordarmi di ricaricare la macchina prima dello scatto e a misurare correttamente l'esposizione (ebbene sì, gli automatismi della EOS 300 un po' mi mancano) ma mi piace sentire il peso della macchina, il rumore dell'otturatore, il mirino della messa a fuoco...bello, davvero!
Ho passato un paio di giorni a cercare in rete immagini scattate con questa macchina e ho riscoperto il piacere del bianco e nero, delle foto con un po' di grana e della pellicola. Per darvi un'idea, basta fare una semplice ricerca su Flickr o Photosig.
Domani dovrei andare fuori per qualche foto autunnale e non so cosa scegliere: solo meccanica o l'accompagno con la Canon Eos 300 e la Powershot 720IS? Non vorrei diventare uno sherpa ^_-



venerdì 1 maggio 2009

A piedi sulla Regina Viarum

Un primo maggio alternativo.
Mentre tutta la città si svuotava riversandosi ai Castelli e sul litorale, ho sfidato il traffico del Raccordo Anulare per andare a passeggiare sulla via Appia Antica, la regina viarum.
Ok, non sono arrivata a Brindisi ma un pezzettino di storia l'ho attraversato.
Tra ville e tombe, una passeggiata nel tempo sotto il caldo sole di maggio. Da non perdere i caldi colori della Villa di Massenzio al tramonto.

L'addio all'ultimo re di Roma

I re di Roma non sono 7 ma molti di più. E oggi se ne è andato un altro di quella lunga lista. Ciao Mandrake, ci mancherai!